ArtVista con Antonio Graziano

Release the creatures: Dinosaurs!

Informazioni sull'artista


 

Prima di “Release the creatures: Dinosaurs!” eri affascinato dai dinosauri?

Si, da quando ne ho memoria sono fortemente appassionato di dinosauri, inoltre ho la casa piena di libri di divulgazione scientifica fin dalle scuole medie. Non ho mai abbandonato questa fissazione, anzi col tempo l’ho approfondita.

 

 

Ti ricordi il momento in cui è nata questa passione?

Non ricordo un momento esatto, ma so che da piccolo i miei film animati preferiti erano tutti a tema. Adoravo Dinosauri (il classico Disney del 2000), Alla ricerca della valle incantata e Il treno dei dinosauri”; più avanti, grazie a YouTube, ho guardato le serie della BBC Walking with Dinosaurs e Walking with Beasts”. Poi con il tempo ho cominciato a comprare i libri e anche le vecchie videocassette dei documentari di Piero Angela.. La scintilla è nata sicuramente da lì: documentari e cartoni animati, che mi hanno accompagnato durante la crescita.

La valle incantata


 

Questa è la prima volta che collabori con Tomodachi Press. Quando hai iniziato il tuo percorso te lo aspettavi?

Sì, è la prima volta. È una realtà che tenevo d'occhio da tempo nel mio percorso lavorativo e mi sarebbe piaciuto molto avvicinarmi a loro. L'occasione si è presentata quando Dario Moccia ha pubblicato una storia in cui cercava artisti che sapessero usare il guazzo e l'acquerello, che sono le mie due tecniche di riferimento. Ho mandato il portfolio ed è stato accettato.

Solo dopo ho scoperto che avrei illustrato Release the creatures: Dinosaurs!”, è stato un viaggio elettrizzante. Sono andato a nozze con il progetto, perché i dinosauri sono tra le cose che ho disegnato di più in vita mia!


 

Questo set è stato realizzato sotto la supervisione artistica di Dario Moccia ma anche, per la prima volta, sotto quella scientifica di Willy Guasti (Zoosparkle). Quanto è stata stimolante questa duplice revisione?

Mi è piaciuto moltissimo, sono due grandi professionisti. Le correzioni erano sempre puntuali da parte di entrambi. Grazie a Willy ho scoperto dettagli anatomici che non conoscevo affatto sulle due specie che ho illustrato. Ad esempio, davo per scontata una piega del polso del Chilesaurus diegosuarezi che in realtà non era possibile e sono proprio queste correzioni che mi hanno davvero aperto gli occhi su queste "bestie", rivelando tante nuove curiosità!


 

Puoi spiegarci nel dettaglio quella correzione sul polso del Chilesaurus?

Dai fossili schiacciati nel terreno sembrava che il polso fosse "pronato" (con il palmo rivolto verso il basso), una cosa che i dinosauri teropodi non potevano fare.

Parlandone con Willy, ho capito che la mano poteva sì piegarsi all'indietro per aderire al corpo (come si vede nell'illustrazione definitiva), ma lo faceva lateralmente, lungo i fianchi del torace. I palmi non guardavano il suolo o la pancia, ma rimanevano rivolti verso l'interno, paralleli ai fianchi. Se avessimo tracciato una linea orizzontale da una mano all'altra, i palmi si sarebbero idealmente guardati a vicenda, con il corpo del dinosauro in mezzo.

 

Puoi raccontarmi alcuni dettagli sulla carta promo di Tianyulong confuciusi?

Certamente! Per questa illustrazione sono partito dal presupposto che l'animale sia stato rinvenuto nella formazione geologica di Tiaojishan, risalente al Tardo Giurassico. All'epoca, quell'area era caratterizzata da un ambiente di foreste subtropicali o temperate, ed è esattamente l'ecosistema che ho voluto ricreare.
Un altro dettaglio interessante riguarda il nido: le foglie che si vedono all'interno appartengono ad alberi di ginkgo. L'idea scientifica alla base è che venissero inserite dai dinosauri in un primo momento durante la fase di corteggiamento e, in seguito, durante la fase di imbottitura per rendere il nido più morbido e accogliente per la covata. Inoltre, se guardi con attenzione sullo sfondo della carta, si possono notare altri esemplari di Tianyulong arrampicati sui rami di una Williamsonia, una pianta estinta che ricorda le attuali cicadi.

Tianyulong confuciusi


 

Puoi raccontarmi alcuni dettagli sulla carta di Chilesaurus diegosuarezi?

Questa carta ha una storia molto interessante legata alle scelte di composizione. Il Chilesaurus è stato trovato nella formazione geologica di Toqui in Sudamerica, precisamente in Cile. Gli studi su questa formazione ci dicono che all'epoca l'ambiente era il delta di un fiume, quindi un contesto decisamente paludoso. Per la flora sullo sfondo ho scelto di rappresentare alberi del gruppo delle Araucariaceae, che sono conifere presenti ancora oggi in Sudamerica.

La fauna, invece, ha subìto un cambio in corso d’opera. Inizialmente, al posto della tartaruga, in primo piano doveva esserci un arcosauro. Tuttavia, mi dispiaceva inserire una creatura con fauci aperte e grandi denti: per via delle dimensioni avrebbe occupato troppo spazio nella carta, rubando la scena. Ho optato quindi per una tartaruga analoga a Kayentachelys, un'ottima scelta per dare maggiore rilevanza al dinosauro. Come vedi, l'ho catturata nell'atto di soffiare: si sente minacciata dal Chilesaurus, che si è avvicinato troppo alla sua tana per mangiare le fronde di una felce.

Chilesaurus diegosuarezi


 

Se potessi scegliere un dinosauro e un'epoca paleoartista da interpretare, stile timeshifted, cosa sceglieresti?

Non saprei dirti un dinosauro preciso, ma di sicuro mi piacerebbe cambiare forme. Finora ho disegnato due teropodi con la classica posa "da Velociraptor di Jurassic Park". Mi piacerebbe mettermi alla prova con un erbivoro, magari un ankylosauride o, ancora meglio, un ceratopside.

Come stile sceglierei il periodo postmoderno, anche per svecchiare il mio modo di illustrare. Avendo lavorato sul "periodo moderno" per questo set, sono dovuto rimanere molto schematico e composto, il che accentua il mio lato un po' "vecchiarello" nel disegno. Con il postmoderno avrei sperimentato decisamente di più.


 

Com'è cambiato il tuo sguardo verso il mondo dei dinosauri dopo questo progetto?

La mia stima nei loro confronti è persino aumentata! Sicuramente ora faccio molta più attenzione all'anatomia quando devo disegnare una specie, proprio grazie alle correzioni di Willy. Inoltre, questo progetto mi ha fatto capire che i dinosauri sono un tema che interessa moltissimo al pubblico, quindi in futuro potrei investirci anche per progetti personali o commerciali.


 

C'è qualcosa con cui ci vuoi lasciare?

Sì, vorrei lanciare un messaggio a chi leggerà questa intervista:

"Non dormite sul Triassico (Periodo Eroico)!"

È un periodo geologico incredibilmente sottovalutato. Ci si trovano le bestie più assurde e strane della storia evolutiva. Nel set sono rappresentate e le illustrazioni sono una più bella dell'altra. Grazie mille!

 


I preferiti di Antonio

  • Layout: Futuro

  • Epoca paleo artistica: Periodo eroico

  • Epoca storica: Cretacico

  • Carta preferita del set: Ankylosaurus di Alemartoz

  • Artisti: Veronica Ruffato / Andrea Serio

  • Tipologia Special: Safari